Sandro e Marco Pavoni
Tappezzieri a Borgo Pio - Roma

Artigiani 06 lug 2019

Tappezziere Sandro Pavoni, è un tappezziere con il quale collaboro da molti anni. Quello che so sul mestiere del tappezziere l’ho imparato nella sua bottega. La laboriosa costruzione di un divano, di una poltrona, nasce dalla realizzazione del fusto in faggio ad opera di un altro artigiano che a Roma chiamano fustarolo. Una volta ricevuto il fusto, il tappezziere comincia a lavorarci fino ad ottenere il prodotto finito. (La costruzione del divano verrà descritta in un altro articolo). Uno dei lavori più significativi che ho fatto con Sandro e l'allestimento per una festa a palazzo Venezia. In quell'occasione ho disegnato tovaglie, tendaggi per le enormi finestre e i rivestimenti per le sedie pieghevoli. In 15 giorni furono decisi la quantità dei tavoli che sarebbero serviti per ospitare un gran numero di invitati e quindi le relative tovaglie. Le tovaglie furono dipinte con festoni di fiori e frutta in stile rinascimentale e si intonavano con gli enormi trionfi di frutta che pendevano dal soffitto dell'ingresso principale su via del Plebiscito.
Ci occupammo di decorare anche i leggii dell’orchestra che avrebbe accompagnato la durata il pranzo. Sandro realizzò le enormi tende che socchiuse lasciavano passare un chiarore mattutino, prodotto esternamente con dei fari speciali trovati a Cinecittà.
Le tende furono confezionate con un tessuto economico bianco-avorio, utilizzato generalmente per imbottire le tende. La canapa fu il tessuto usato per le tovaglie, anche quelle utilizzate per i lunghi tavoli imbanditi posti parallelamente ai muri dove grandi candelieri (disegnati da me) illuminavano i saloni come in un film di Kubrick o Visconti.
Tutto questo progetti venne realizzato da Sandro in tempi record e con grande cura. L’esperienza fu eccitante e di grande soddisfazione, quando per un lavoro in grande stile si va incontro ad una corsa contro il tempo, l’adrenalina che produce questo stress, dà al lavoro un piacere particolare. Una meta da raggiungere che riempie di soddisfazione.
Era bello vedere le file ordinate di uomini che come formiche salivano le scale del palazzo a due a due. Portavano con loro cuscini, tessuti confezionati, tovaglie, sedie sulle loro spalle e ognuna di quelle persone con il proprio contributo riusciva a completare un tassello di quel grande mosaico che stavamo organizzando, anzi completando. Elettricisti, falegnami, fiorai, organizzatori per il servizio tavola, facchini e naturalmente il tappezziere che in quella occasione utilizzò uno stuolo di aiutanti per fare in fretta e fare bene. Dovrei continuare parlando del balcone su Piazza Venezia illuminato dalle candele, unica fonte di luce a questa festa, visto dall’esterno. Fu una grande emozione per me, per la consapevolezza di aver fatto un lavoro ciclopico in pochissimo tempo. Fino alla fine, poco prima dell’arrivo degli invitati, gli operai continuavano a portare sedie pieghevoli e piccoli oggetti particolari che avrebbero completato la scenografia. Non ebbi la forza di partecipare al pranzo, ero troppo stanco, ma mi ripagò di questo enorme impegno, le congratulazioni e i complimenti che di Karl Lagerfeld che mi aveva scelto per questa impresa.



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